OKR: allineamento strategico ed execution

In epoca di ipercompetizione la strategia aziendale deve essere compresa a tutti i liveli per essere eseguita. OKR è un framework leggero ma potente per l’esecuzione della strategia, da utilizzare per comunicare, creare allineamento e, in defintiva, raggiungere obiettivi di creazione del valore.

OKR – Objective Key Result

Le organizzazioni tendono a essere monodimensionali quando descrivono le loro strategie, che spesso sono anche comunicate in maniera difficilmente comprensibile. Si crea così una situazione in cui, al di sotto del vertice, le strategie non sono comprese e diventa impossibile l’allineamento strategico. Mancando l’allineamento, il posizionamento e il vantaggio competitivo cercato vengono raggiunti, nel migliore dei casi, solo parzialmente, vanificando in larga parte il processo di gestione della strategia.

Come funziona l’approccio OKR? OKR sta per Objective-Key Results ed è un sistema che dà trasparenza sugli obiettivi strategici e la loro effettiva realizzazione, creando team e persone motivate. I team motivati gestiscono meglio le iniziative, raggiungono più facilmente gli obiettivi e sono centrali nel costruire organizzazioni che apprendono.

Trasparenza e chiarezza alimentano la motivazione e supportano la selezione ela gestione delle iniziative, creando apprendimento che porta ad obiettivi sempre più sfidanti e meglio focalizzati. Il loop si autorinforza ma lavora anche nel senso opposto: quando gli obiettivi non sono chiari, i manager fanno scelte sbagliate demotivando i team e i singoli, e la qualità dell’execution diminuisce.

OKR è stato creato da Andy Grove nel 1971 in Intel ma è diventato popolare dopo la sua adozione in Google nel 1999. Come funzona? Viene definito un obiettivo strategico e delle chiare misure di successo con le relative iniziative necessarie alla realizzazione del goal. Obiettivi e misure vengono declinati (e anche co-creati) a cascata sulle Business Unit, i Team e gli individui. L’obiettivo segna la direzione, le misure chiave sono la cartina di tornasole per decidere se l’obiettivo è stato raggiunto. Un esempio di obiettivo è “Vogliamo dominare il segmento dei PC prtatili” e una misura di successo è “Aumentare la quota di mercato al 32%” come key result.

OKR, se implementato correttamente, può aiutare l’allineamento dell’azienda intorno agli obiettivi, la declinazione di goal su tutte le dimensioni strategiche appropriate, l’apprendimento strategico attraverso la co-creazione degli obiettivi e i feedback provenienti dal middle management e dai team.

Grazie anche ala sua apparente semplicità, il metodo OKR è diventato molto popolare in Silicon Valey, tra le aziende Tech come Google, Linkedin e Twitter e le startup. Il framework affonda le radici nella visione manageriale di Peter Drucker, che per primo ha definito i meccanismi del MBO Managemnt by Objectives. Rispetto ai classici sistemi MBO, OKR tende però ad essere più trasparente e ad avere cicli di aggiornamento più brevi e costantemente orientati al futuro. Inoltre OKR funziona meglio quando gli obiettivi non sono accoppiati con la distribuzione dei Bonus annuali.

Gli obiettivi vengono declinati a livello di Business Unit e di Team, oltre che accoppiati con le necessarie iniziative. L’aggiornamento degli obiettivi tende ad essere più frequente per gli obiettivi di BU/Team (tipicamente ogni trimestre/quadrimestre) rispetto agli obiettivi aziendali complessivi (tipicamente 6-12 mesi)

Un esempio di OKR @ Google 

OKR è particolarmente utile nelle organizzazioni agile/lean, dove la burocrazia è ridotta al minimo indispensabile ed è diffusa una cultura di rispetto e di empowerment. Di seguito ricapitolo come Sundar Pichai, oggi CEO di Google, ha utilizzato OKR per portare Chrome sul mercato allora dominato da Internet Explorer .

La missione di Sundar Pichai nel 2008 era chiara: ripensare il browser -e Internet- come una piattaforma di elaborazione. I valori dei suoi team dedicati allo sviluppo del prodotto erano quelli dell’utente al centro, la velocità, e la ricerca di obiettivi ambiziosi. In questo contesto focalizzato su innovazione e velocità, PInchai si diede obiettivi che definire sfidanti è dir poco. Da zero utenti nel 2007, il primo salto era a 20 milioni nel 2008 (7 days actives). Il primo anno Pinchai mancò l’obiettivo arrivando solo a 11 milioni, ma rilanciò nel 2009 a 50 milioni. Di nuovo l’obiettivo Pichai fu mancato con soli 38 milioni e di nuovo PInchai rilanciò a 100 milioni nel 2010. L’obiettivo fu finalmente centrato e superato con 111 milioni users.

  • Missione: ripensare il browser come computing platform. Obiettvo: creare il miglior browser al mondo
  • Key Result: seven day active users. Target da 20 a 100 milioni
  • Initiative:
    • Velocizzare Javascript di un ordine di grandezza
    • Campagne Off-line in TV (es Dear Sophie, Chrome Fast)
    • Nuovi canali di distribuzione (Chrome for OSX e Linux)
    • Sviluppo tecnico di Chrome
120 
100 
80 
60 
11 
20 
2008 
Chrome Browser Million Users 
2009 
Target —Actual 
2010

Semplice ma non facile, non c’è un modo standard per implementare OKR in ogni realtà. L’introduzione di OKR non può essere fatta nel vuoto , ma deve essere parte di un prgramma di change managemnt e di trasformazione. Se la tua organizzazione è nuova al concetto, è probabilmente una buona idea cominciare con gradualità e progetti pilota.


Marcello Del Bono è Product Owner idi due team Agile e consulente di programmi di trasformazione digitale. Ha esperienza pluriennale come Agile Coachm Scrum Master e Project Manager in IT, e-commerce, Marketing e Decision Support System nei settori Media, Telco, Finance, e Moda.

Può essere contattato via LinkedIn https://www.linkedin.com/in/marcellodelbono/